La prima volta in cui…

Oggi è stata la prima volta in cui sei entrato in una libreria senza che vi fosse un mio ‘buona fortuna’.

Oggi è stata la prima volta in cui nessuno ti ha detto ‘sei bello, avrei voluto essere lì, mi spiace di non aver potuto’.

Oggi è stata la prima volta in cui, dopo essere uscito dalla libreria, nessuno ti ha detto, almeno esplicitamente, con tutta la gioia possibile, ‘sono orgogliosa di te, di quello che eri e di quello che sarai’.

Oggi è stata la prima volta in cui non ho voluto seguire qualcosa che fosse tuo, faceva troppo male.

Oggi è stata la prima volta in cui, entrando in un locale a caso, sono incappata nella nostra canzone alla radio e non vedevo l’ora smettesse.

E mi chiedo, ogni tanto, se a te non capiti mai di sentire tutto questo.

Non importa però, va bene.

Forse doveva andare così.

Okay.

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4 pensieri riguardo “La prima volta in cui…

  1. La musica dopo la rottura di un rapporto è un’ombra. La senti ovunque. Proprio quella che sentivate insieme. Ti lascia dentro una strana malinconia. Tipo quando lavi la macchina d’estate e poi piove. Ti senti che hai sbagliato tutto…che è bastata una pioggia per rovinare il tuo sorriso. Quel sorriso che in due sembrava più reale.

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  2. L’amore ci distrugge a tutti.
    Se sei nella fase dellla risata che si trasforma improvvisamente in pianto non ti invidio.
    A me capitava ogni mezz’ora.
    Mi fai venire in mente Bukowski.

    Scintilla
    Mi hanno sempre irritato tutti gli anni, le ore i
    minuti che gli ho regalato lavorando come un mulo,
    mi ha fatto seriamente male alla testa,
    mi ha fatto male dentro, mi ha stordito
    e mi ha fatto diventare pazzo – non riuscivo ad accettare
    questi miei anni assassinati
    eppure i miei compagni di lavoro non davano segni di
    agonia, anzi molti di loro sembravano addirittura soddisfatti,
    e vederli così mi faceva impazzire quasi quanto
    quel lavoro monotono e insensato.

    I lavoratori sottostavano,
    il lavoro gli annientava, venivano
    racconti col cucchiaino e buttati via.

    Mi irritava ogni minuto, ogni minuto mentre veniva
    mutilato
    e nulla alleviava la noia.

    Ho valutato l’ipotesi del suicidio.
    Mi sono bevuto le poche ore di libertà.

    Ho lavorato per decenni.

    Ho vissuto con la peggiore specie di donne,
    e loro hanno ucciso
    quello che il lavoro non era riuscito ad uccidere.

    Sapevo che stavo morendo.
    Qualcosa dentro mi diceva: continua così, muori, spegniti,
    diventa come loro, accettalo.
    E poi qualcos’altro dentro diceva: no, salva un pezzetto
    minuscolo.
    Non importa che sia molto, basta solo una scintilla.
    Una scintilla può incendiare un’intera
    foresta.
    Solo una scintilla.
    Salvala.

    Penso di esserci riuscito.
    Sono fiero di esserci riuscito.
    Che stramaledetta
    fortuna.
    Charles Bukowski

    Leggila a cuor leggero. Ma cattura il senso.
    Se qualcosa ti fa male, salva il salvabile.
    Crea l’incendio.
    Illuminati d’energia.
    Basta poco.
    Non spegniamoci mai*

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  3. Intensa ..la mia idea ti sembrerà contorta e contro corrente….. Rileggendo queste tue parole, ricche di tanti sentimenti in contrapposizione..(.ho avuto..la sensazione è di un ti amo e ti odio). .durante la lettura ho pensato tante cose( grazie ai tuoi spunti ) – quella che mi resta dentro maggiormente è che nonostante tutto – l’amore merita di essere vissuto – anche se poi può produrre queste proiezioni cosi tristi. Lascia qualcosa dentro di noi o
    Per sempre…serve a completare quella fisionomia alterata che vive da controfigura ad ognuno di noi. È difficile lo immagino, ma dobbiamo saper considerare la bellezza di un vissuto…dobbiamo saper distinguere i segni che hanno scavato dentro di noi…e hanno creato la bellezza cosi raffinata che si manifesta in cio che scrivi Leggendo ho compreso quanto amore c’era – e averlo vissuto di per sé ti darà modo di amare per sempre. Amare – averlo fatto – ti darà modo di saper amare ancora e sapere cos’ è questo grande sentimento – cosi gioioso, cosi crudele. Ma l’amore è dentro – dentro i tuoi occhi- dentro il tuo corpo e nei tuoi sogni che possono posarsi lontano…il dramma non è amare il dramma è non saperlo fare o non averlo mai fatto. Ogni cosa che abbiamo dentro è dentro noi e se ciò che può essere stato ( indipendentemente dall’ esisto è stato – vivo, vero – e si è trasformato in cosi belle parole- allora è ancora vivo dentro di te. Perdona se mi sono dilungAto…volevo dirti tAnte cose- disordinate, ma un ordine nella logica di un cuore che batte…le hanno. Bravissima come sempre.

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